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HomepageCorso di mentalismo 2017/18 › 4° Laboratorio Mesmer

Bosco!

Venerdì 23 febbraio 2018 il Circolo Amici della Magia di Torino e il progetto Mesmer hanno organizzato Bosco!, presentazione-spettacolo dell’ultima biografia di Bartolomeo Bosco (1793-1863).

La traccia audio della serata può essere scaricata e riascoltata qui:

Traccia audio (1 ora e 28 minuti) della serata magica

Da sinistra: Alex Rusconi, Francesco M. Mugnai, Riccardo Rampini e Mariano Tomatis.

Intervistato da Mariano Tomatis, l’autore Alex Rusconi ha raccontato quindici anni di ricerche, indagini e sopralluoghi, necessari per ricostruire la vita del più grande illusionista torinese di tutti i tempi. Bartolomeo Bosco. Vita e meraviglie del mago che conquistò l’Europa (Florence Art Edizioni, 2017) è la prima biografia del mago pubblicata in epoca moderna.

Scarica la locandina ad alta risoluzione

Durante la serata la figura di Bosco è stata rievocata attraverso aneddoti, filmati e giochi di prestigio dal vivo. All’incontro hanno preso parte anche l’editore Francesco M. Mugnai, il presidente del Circolo Marco Aimone, l’illusionista e curatore di findacadabra Riccardo Rampini e la guida turistica Patrizia Tuninetti.

Fotografie dell’evento

Marco Aimone presenta l’effetto che rese celebre nel mondo Bartolomeo Bosco: i tre bussolotti. Fotografia di Franco Giove.

Marco Aimone presenta l’effetto che rese celebre nel mondo Bartolomeo Bosco: i tre bussolotti. Fotografia di Franco Giove.

Marco Aimone presenta l’effetto che rese celebre nel mondo Bartolomeo Bosco: i tre bussolotti. Fotografia di Franco Giove.

Mariano Tomatis ripropone il Quodlibet magico, l’effetto di lettura del pensiero di Bartolomeo Bosco. Fotografia di Franco Giove.

Mariano Tomatis ripropone il Quodlibet magico, l’effetto di lettura del pensiero di Bartolomeo Bosco. Fotografia di Franco Giove.

Alex Rusconi ripropone l’effetto di Bartolomeo Bosco della carta sparita dal mazzo e finita nella scarpa di una spettatrice. Fotografia di Franco Giove.

Alex Rusconi ripropone l’effetto di Bartolomeo Bosco della carta sparita dal mazzo e finita nella scarpa di una spettatrice. Fotografia di Franco Giove.

Alex Rusconi ripropone l’effetto di Bartolomeo Bosco della carta sparita dal mazzo e finita nella scarpa di una spettatrice. Fotografia di Franco Giove.

Alex Rusconi ripropone l’effetto di Bartolomeo Bosco della carta sparita dal mazzo e finita nella scarpa di una spettatrice. Fotografia di Franco Giove.

Patrizia Tuninetti prende parte all’esperimento di mentalismo di Alex Rusconi che rievoca l’incontro di Bartolomeo Bosco e lo zar. Fotografia di Franco Giove.

La guida turistica Patrizia Tuninetti presenta il suo tour per le strade di Torino intitolato a Bartolomeo Bosco. Fotografia di Franco Giove.

Riccardo Rampini presenta il progetto Findacadabra dove, per l’occasione, è stato registrato il luogo di nascita di Bartolomeo Bosco.

Riccardo Rampini presenta il progetto Findacadabra dove, per l’occasione, è stato registrato il luogo di nascita di Bartolomeo Bosco.

Ricostruzione del materiale di scena di Bartolomeo Bosco, a cura di Alex Rusconi. Fotografia di Franco Giove.

Omaggio a Bartolomeo Bosco a cura di Alex Rusconi. Fotografia di Franco Giove.

Fotografia di Franco Giove.

Fotografia di Franco Giove.

Fotografia di Franco Giove.

Fotografia di Franco Giove.

Fotografia di Franco Giove.

Fotografia di Franco Giove.

Fotografia di Franco Giove.

Fotografia di Franco Giove.

I libri di Bartolomeo Bosco

Preparando il quarto appuntamento con i laboratori Mesmer Mariano Tomatis ha realizzato una sezione della Biblioteca Magica del Popolo dedicata alle opere firmate da Bartolomeo Bosco o a lui dedicate. Gli interessati possono sfogliare gratuitamente numerosi libri, tra cui:

· La biografia dell’illusionista del 1837:

Curiose avventure e brevi cenni sulla vita di Bartolomeo Bosco da Turino, Stamperia e cartiera del Fibreno, Napoli 1837.

· La biografia dell’illusionista del 1859:

J.-M.-T.-M.-L. e Bartolomeo Bosco, Satanas. Recueil universel, biographique, anecdotique des aventures de Bosco de Turin, Imprimerie Gravière, Marseille 1859.

· Il più noto libro attribuito a Bartolomeo Bosco:

Gabinetto magico del Cavaliere Bartolomeo Bosco, ossia Il complesso dell’arte di prestigio, Antica Casa Giovanni Silvestri, Milano 1862.

· Il libro tedesco di cui il libro di Bosco è una parziale traduzione:

Heinrich August Kerndörffer e Carlo Bosco, Carlo Bosco’s Zauber-Kabinet, oder, Das Ganze der Taschenspielerkunst, Quedlinburg Ernst, Leipzig 1870.

· Il libro attribuito a Bosco e uscito a 10 anni dalla sua morte:

Richard e A.-O. Delarue, Il nuovo Bosco, ossia Il diavolo color di rosa, Colombo Coen, Venezia-Trieste 1873 (I ed. 1856).

· Il libro attribuito a Bosco e uscito a 50 anni dalla sua morte:

Bartolomeo Bosco, Giuocatore di magia, ovvero manuale di giuochi di prestigio e di destrezza i più piacevoli ed i più sorprendenti messi alla portata di tutti, da eseguirsi nelle riunioni colla massima facilità, Gennaro Monte, Napoli 1913.

I bussolotti trasparenti

Penn & Teller sono celebri per aver messo in scena il numero dei bussolotti trasparenti - ma forse fu Bartolomeo Bosco, nel 1835, a presentare lo stesso gioco impiegando dei bicchieri di cristallo. A documentarlo è La Gazzetta Piemontese (7.4.1856), che parla di "bussolotti di cristallo" arrivati a Torino da Parigi:

Durante la serata è stato proiettato il celebre numero del duo.

Penn & Teller e i bussolotti trasparenti. Fotografia di Franco Giove.

La serata su BresciaOggi

Il 22 febbraio 2018 Bosco! è stato annunciato su BresciaOggi:

Bosco e il mentalismo

Durante la serata sono stati approfonditi i rapporti tra Bosco e il mentalismo a partire dal suo spettacolo "La miscellanea dei fantasmi", il cui effetto #14 consisteva nell’Indovinare il pensiero alla domanda degli spettatori (1) .

Curiose avventure e brevi cenni sulla vita di Bartolomeo Bosco da Turino, Stamperia e cartiera del Fibreno, Napoli 1837, p. 36.

Ma se - negli Anni Trenta dell’Ottocento - l’effetto teatrale veniva ripetuto ogni sera, il più noto e celebrato effetto di precognizione di Bosco risale al gennaio 1842, quando l’illusionista incontra in Russia l’imperatore Nicola I Romanov. Alex Rusconi racconta:

Durante questa esibizione privata, l’artista stupisce tutti con un numero di mentalismo che resterà negli annali, forse perché questa branca non era ancora praticata e inflazionata come oggi. Il numero si svolge più o meno così: Bosco estrae dalla tasca un foglietto sul quale scrive qualcosa. Quindi, piegato in quattro il foglio, lo consegna all’imperatore dicendogli che avrebbe tentato di influenzare il suo pensiero. Mentre l’imperatore stringe tra le mani la previsione, Bosco mostra un mazzo di carte e inizia a gettarle a una a una sul tavolo pregando l’illustre spettatore di fermarlo quando avesse voluto. Lasciamo continuare il racconto al Nuovo Bosco: L’imperatore lo lasciò fare, e dopo una sufficiente emissione di carte, gli disse: «Ora basta!» Bosco si scostò sei passi dalla tavola, e pregò il granduca ereditario che numerasse le carte: erano nove! «È stata proprio la volontà di Vostra Maestà quella che io mi fermassi alla nona carta? Non fu la Maestà Vostra influenzata da alcuno?» «No, fu atto spontaneo». «Io non mi sono accostato alle carte; non le ho toccate; è vero?» «No, voi nulla faceste». «Bene; prego adesso la Maestà Vostra di compiacersi leggere il fogliuzzo di carta che ho consegnato poco fa piegato». E l’Imperatore lesse: Vostra Maestà Imperiale mi ordinerà di fermarmi alla nona carta! «Oh! Questa poi,» esclamò l’Imperatore allentando le braccia, «questa è troppo forte!...»” (2) 

Durante la serata, Mariano Tomatis ha svelato dove trovare - nella letteratura illusionistica dell’Ottocento - il trucco dell’impressionante esibizione.

Il laboratorio è stata un’occasione per gettare uno sguardo dietro le quinte del mondo della magia, esplorarne ripercussioni inaspettate e sperimentare contaminazioni inedite tra letteratura, teatro e ricerca storica.

La circolare informativa

Il lavoro di Rusconi suggerisce piste d’indagine mai affrontate in precedenza: come ogni buona biografia, il libro consegna al lettore gli strumenti per proseguire nel lavoro di ricerca, aprendosi a integrazioni e approfondimenti. Realizzando il numero 10 di Lezioni di mentalismo, interamente dedicato all’evento, Mariano Tomatis si è avventurato lungo svariate strade: la prima sulle tracce dell’abitazione dei Bosco a Torino; la seconda nel manicomio di Perth, dove i malati psichiatrici ricevevano sollievo andando a vedere il Signor Bosco a teatro.

Dove abitava la famiglia Bosco?

Cercando di individuare la casa torinese dove abitava la famiglia di Bartolomeo Bosco, Mariano Tomatis si è imbattuto in una ricchissima biblioteca digitale: museoTorino raccoglie oltre 500 libri sulla città, tutti liberamente accessibili. Tra i molti tesori custoditi c’è anche un catalogo di tutte le famiglie torinesi all’inizio dell’Ottocento: la Breve descrizione della Comune di Torino nell’anno IX repubblicano con i nomi de’ possessori delle case i numeri dell’isole e di quelli che indicano le abitazioni (Torino 1801). È Alex a segnalarlo, e a p. 16 si trova in effetti un riferimento alla famiglia Bosco:

Durante una visita all’Archivio Storico di Torino Mariano ha scoperto che l’isola Sant’Ottavio è la n. 29 su questa mappa:

Pianta delle Isole, Contrade e Piazze che compongono la Città di Torino (1794).

L’ubicazione è verosimile: il luogo è molto vicino alla fortezza pentagonale della Cittadella, e sul viale che costeggiava la fortificazione sorgeva il caffé Internazionale, gestito dai genitori di Bartolomeo.

I due impiegati che assistono Mariano all’Archivio dimostrano grande competenza, e sanno indicargli i nomi delle quattro vie che oggi circondano l’isola Sant’Ottavio; si tratta del caseggiato delimitato a nord da via Barbaroux, a est da via Stampatori, a sud da via Santa Maria e a ovest da via San Dalmazzo:

In occasione di Bosco! Mariano Tomatis ha registrato il luogo nell’archivio di Findacadabra.

Il patrono dei maghi depressi

Raccontando le imprese inglesi di Bosco, Alex Rusconi scrive che

dopo uno spettacolo a Manchester, l’artista in preda ad un attacco di depressione, tenta il suicidio ma viene salvato in extremis dalla moglie. (3) .

La vicenda non si riferisce al mago torinese ma a un omonimo Signor Bosco che ne sfruttava la notorietà.

Particolare dalla locandina di uno degli innumerevoli "Signor Bosco" che si esibirono in Inghilterra durante l’Ottocento.

La brutta storia apre uno spiraglio su uno degli aspetti meno indagati nella letteratura magica: la depressione e il male di vivere di artisti costretti (condannati?) a restare sempre sulla cresta dell’onda. Piace pensare che il Signor Bosco, strappato alla morte dalla consorte, abbia poi rielaborato il trauma, portando i temi della propria esperienza nei successivi spettacoli e lottando contro lo stigma verso le malattie psichiche.

Ne abbiamo un indizio nel 29° Rapporto Medico Annuale (1855-1856) del manicomio di Perth, il cui illuminato Direttore - cento anni prima di Franco Basaglia - portava i matti a vedere "gli spettacoli del Signor Bosco"  (4)  e lavorava per instaurare negli ospedali psichiatrici la "legge della gentilezza" (5) 

Insomma, il Signor Bosco può diventare un punto di riferimento per una categoria sempre rimasta (ingiustamente) nell’ombra: quella degli illusionisti depressi e saturnini.


Note

1. Curiose avventure e brevi cenni sulla vita di Bartolomeo Bosco da Turino, Stamperia e cartiera del Fibreno, Napoli 1837, p. 36.

2. Il brano è tratto da Alex Rusconi, Bartolomeo Bosco. Vita e meraviglie del mago che conquistò l’Europa, Florence Art Edizioni, Firenze 2017, pp. 113-4. La citazione interna è tratta da Il nuovo Bosco, ossia Il diavolo color di rosa, Colombo Coen, Venezia 1873, pp. 204-6.

3. Alex Rusconi, Bartolomeo Bosco. Vita e meraviglie del mago che conquistò l’Europa, Florence Art Edizioni, Firenze 2017, p. 173.

4. Murray Royal Institution for the Insane, Perth. 29th Annual Medical Report, 1855-1856, p. 14.

5. Murray..., p. 9.

Mesmer è curato da Mariano Tomatis, già autore di La magia della mente (2008), Te lo leggo nella mente (2013, prefazione di Max Maven) e L’arte di stupire (2014, prefazione di Derren Brown).

Insieme a Wu Ming ha curato il Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario, sperimentazione teatrale tra mentalismo e letteratura.

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Per contatti: mariano.tomatis@gmail.com

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